Dove si parte?
Balsorano Vecchio
Il monastero fino alla metà del Settecento consisteva semplicemente in una caverna naturale adibita a luogo di culto situata sul monte Sant’Angelo, detto di Malanotte, oltre il vallone di Sant’Angelo, una gola del versante occidentale della Serra Lunga[6]. Dal 1750 al 1800 venne edificato il piano terra del refettorio-ospizio e nel 1879 l’edicola dedicata alla Madonna Addolorata grazie al contributo di un gruppo di fedeli di Luco dei Marsi.
Il castello di Balsorano fu eretto, sulle fondamenta di un’altra antica struttura militare risalente ai Conti dei Marsi e posta in comunicazione visiva con il castello-recinto di Morrea e la torre di Roccavivi, da Antonio Todeschini Piccolomini, nipote di Papa Pio II e genero di Ferdinando I di Napoli, intorno all’anno 1460. Successivamente Antonio assunse il controllo della baronia balsoranese. In seguito conobbe vari passaggi di signoria feudale, gli stessi della baronia di Balsorano, tra cui Carlo Lefevbre primo conte di Balsorano[3], fino alla famiglia Fiastri Zannelli che lo ha trasformato in albergo-ristorante. Negli anni trenta sono stati eseguiti dei restauri per via dei gravi danni causati dal terremoto della Marsica del 1915; conserva tuttavia diversi elementi architettonici originari.